Come gestisco la comunicazione video di un brand locale tra birreria e pizzeria, ottimizzando ogni canale per massimizzare l’impatto.
Personalmente e professionalmente, nutro una forte affezione per le realtà locali del paese in cui vivo, specialmente quelle che si impegnano per offrire servizi validi e che rendono realmente più attiva la vita di una provincia, anche se alle porte di Milano.
Nel caso del brand Leone, si può dire che questa sia una vera e propria missione di vita: non smettono mai di cercare di migliorarsi e di creare nuove opportunità. Leone è un brand che comprende due diverse attività: una birreria accogliente con ottima cucina, e una pizzeria d’asporto specializzata in trancio milanese (tipo Spontini) e pinsa romana.
Collaboro regolarmente con loro da circa 3 anni e, insieme a Veronica Sala, una mia collaboratrice Social Media Manager, curiamo la loro comunicazione online a 360 gradi.
Come ho impostato il lavoro con Leone?
Innanzitutto, ho effettuato una prima macro divisione tra le tipologie di contenuti video:
- Contenuti video pensati esclusivamente per l’utilizzo social (Meta Reel, TikTok)
- Contenuti di presentazione più “istituzionali”, con finalità diverse (sito, monitor nelle sedi delle attività, spot per il cinema)
Questa prima divisione mi porta a compiere ragionamenti su diversi fattori chiave:
– Quanti e di che lunghezza produrne?
– Che linguaggio utilizzare nel video?
– Che tipologia di attrezzatura utilizzare per realizzarlo?
I video più “istituzionali”.
Non essendoci una sola e unica destinazione per questo tipo di video, preferisco sempre girare con attrezzatura professionale e, in generale, acquisire molto più materiale di quello che poi finirà nel montaggio finale per i seguenti motivi:
- Se il video deve essere riprodotto su monitor, al cinema o altro, deve avere una qualità visiva adatta e un linguaggio il più “universale” possibile. Questo non significa necessariamente che le inquadrature debbano essere “ingessate”, ma significa utilizzare un linguaggio coerente con il brand e tecnicamente corretto.
- Molto spesso vengono richiesti diversi export per questa tipologia di video (focus solo su una determinata tipologia di piatti, focus solo sugli ambienti, focus solo sulle birre ecc.). Di conseguenza, più materiale riusciamo a generare, più materiale “di scorta” avrò per eventuali export secondari.
- Gli shooting per questa tipologia di video sono più complessi, tra luci, cavalletti e telecamere, e questo comporta per forza di cose che lo shooting sarà più lungo in termini di tempo, e molto spesso (trattandosi di un ristorante o di una pizzeria) anche con un maggior impiego di piatti cucinati e non consumati dai clienti.*
*Molto spesso leghiamo le giornate di shooting a mini-eventi di assaggi o di “give away” per evitare il più possibile lo spreco del cibo utilizzato per gli shooting.
Il discorso cambia completamente per i video con finalità social.
Per questa tipologia di contenuti ho fatto un’ulteriore divisione di categorie, pur avendo lo stesso canale di distribuzione:
- Contenuti promozionali
- Contenuti di mood
- Contenuti per la community
1) Contenuti promozionali
La prima categoria è quella più semplice, spesso video “frontali” in cui i titolari annunciano promozioni, eventi, nuovi piatti e così via.
Come sempre, è necessario mantenere un linguaggio (sia visivo che di tone of voice) coerente con il brand: si tratta di una birreria, non di un ristorante stellato, quindi per esempio non salutiamo con un “buongiorno”, ma con un energico “ciao ragazzi!”. Nonostante questo, determinati standard tecnici sono da mantenere, per esempio una buona illuminazione su chi parla e un audio impeccabile (sempre con microfono lavalier).
2) Video Mood
Per questa tipologia di video cerco il più possibile di trovare un compromesso tra la “velocità” di un video social (sia in termini di produzione che di montaggio) e la ricerca di artisticità e artigianalità, sia nei gesti e nella maestria degli chef che cucinano, sia a livello visivo.
Questi video si piazzano un po’ nel mezzo tra i video social e i video istituzionali, ma scelgo comunque di riprendere utilizzando un set-up leggerissimo (iPhone e un piccolo pannello LED) e cercando di girare nel più breve tempo possibile per non portare via tempo prezioso alla cucina, perché si sa che nella ristorazione “every second counts” 😉.
3) Contenuti per la Community
La terza categoria, i video per la community, sono quelli meno “pettinati”, anzi molto spesso hanno volutamente un linguaggio (visivo e tecnico) più “sporco”.
Non capita raramente che io scelga di riprendere senza luci di nessun tipo e senza microfoni. Perché? Per dare “l’illusione” della spontaneità del momento. L’idea è quella di ricreare un contesto improvvisato, estemporaneo. In questa categoria di video rientrano i trend, i video in cui presentiamo i membri dello staff, e in generale che cercano di strappare un sorriso a chi segue la pagina.
Ogni categoria di video ha una sua specifica funzione strategica:
- I video promozionali servono per (come suggerisce il titolo) promuovere in maniera diretta, quindi diciamo “invitare all’acquisto” o all’azione.
- I video di mood vogliono far vedere la cura e la qualità dei prodotti, senza esplicitamente invitare all’acquisto, ma costruendo desiderio e apprezzamento.
- I video per la community (anche qui come suggerisce il titolo) servono per fidelizzare la community, per rendere il brand un amico, un compagno, e nel caso di una birreria e una pizzeria è molto più che necessario che sia così per costruire un legame duraturo.

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