Docufilm per il Comune di Bollate (MI): Il Dietro le Quinte di “Io Sono Libero?”

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Per celebrare l’80° anniversario della Liberazione, il Comune di Bollate mi ha affidato un progetto speciale: la realizzazione di un docufilm che coinvolgesse i veri protagonisti del futuro, gli studenti delle scuole primarie e secondarie del territorio.
Il risultato è “Io Sono Libero?”, un lavoro di cui vado incredibilmente fiero. Ecco com’è nato.

Fase 1 – L’idea: cercare la spontaneità

Il cliente mi ha lasciato piena libertà creativa. La mia missione era chiara fin da subito: volevo evitare a tutti i costi l’effetto “compito in classe”. Desideravo creare un video documentario in cui i bambini fossero spontanei, naturali, quasi inconsapevoli della telecamera, mentre cercavano di rispondere a una domanda enorme: “Che cos’è per te la libertà?”

L’intero progetto si è basato su questo desiderio di autenticità.

Fase 2: Le Riprese – Essere Ovunque, con Agilità

Per catturare momenti veri, dovevo essere presente. Non solo, dovevo essere un’ombra. Questo ha richiesto una pianificazione metodica delle riprese per coprire tutte le classi e le attività, senza mai essere d’intralcio. Un grazie speciale va agli insegnanti, il cui aiuto nel coordinamento è stato fondamentale.

Per muovermi agilmente tra le varie scuole, ho scelto un setup da videomaker freelance leggero e versatile:

  • Camera a mano: Per essere sempre reattivo e muovermi liberamente con i bambini.
  • Ottica zoom 12-100mm: Perfetta per passare da un’inquadratura ampia dell’aula a un dettaglio cinematografico sul viso di un bambino, senza cambiare obiettivo.
  • Microfono ambientale: Ideale per catturare il brusio della classe, le voci e i suoni in modo naturale, senza la complessità di un microfonista dedicato.

Questo è il mio setup preferito per i lavori in stile documentaristico: mi permette di essere veloce, discreto e pronto a cogliere l’attimo.

(Per le interviste iniziali e finali, ovviamente, ho usato un setup più classico con cavalletto e microfono lavalier per garantire una qualità audio perfetta).

Fase 3: Post-Produzione – Scrivere con le Immagini e la Musica

In un progetto documentaristico, la vera scrittura avviene durante il montaggio. Non c’è un copione, ma un “canovaccio” che prende forma mentre unisco le scene. La storia si è costruita sulla scrivania della mia postazione di montaggio video, scegliendo gli sguardi, i silenzi e le risate più significative.

Essendo anche compositore, ho voluto dare al film una voce unica creando una colonna sonora originale. Ispirandomi alle atmosfere di “The Last of Us”, ho dato grande spazio alla chitarra acustica, uno strumento che amo e che conferisce un tocco intimo e personale.

Questa doppia fase di montaggio e composizione ha richiesto circa tre settimane, un tempo necessario per dare al progetto la cura che meritava.

Vuoi vedere il risultato finale?

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Documentari

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